Tagli ai Servizi Sociali di Roma Capitale, Capobianco: così si aggrava il disagio sociale

Mercoledì 27 gennaio la Uil Pensionati Lazio ha partecipato alla manifestazione in piazza del Campidoglio a Roma – indetta da sindacati e cooperative – per chiedere all’amministrazione capitolina di eliminare i tagli previsti per i servizi sociali di Roma Capitale. “Adottare la politica dei tagli in un settore delicato come quello dei servizi sociali – ha dichiarato il Segretario generale Uilp Lazio Oscar Capobianco – significa aggravare le condizioni di disagio sociale di migliaia di famiglie che invece meriterebbero attenzione costante, supporto e impegno da parte di chi li rappresenta.

“Dare la massima attenzione alle condizioni in cui versano le categorie più fragili di una comunità e alla costante evoluzione dei loro bisogni dovrebbe essere obiettivo primario di ogni amministrazione, soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo attraversando. Un periodo in cui sono richieste grandi capacità organizzative e di intervento per rispondere in maniera virtuosa alle crescenti difficoltà che i cittadini si trovano ad affrontare quotidianamente. E invece oggi siamo qui a dover ricordare a questa amministrazione che adottare la politica dei tagli in un settore delicato come quello dei servizi sociali, significa aggravare le condizioni di disagio sociale di migliaia di famiglie, che invece meriterebbero attenzione costante, supporto e impegno da parte di chi li rappresenta.

Nessuno vuole negare che la crisi pandemica abbia messo a dura prova la tenuta economica del Comune, ma questa non può rappresentare un’attenuante a cui fare ricorso per nascondere mancanze ben più gravi come ad esempio la totale assenza di criteri virtuosi nella gestione della crisi, la mancanza di progettualità, di una visione a lungo termine nel sostegno alle attività di supporto alle fasce di popolazione più fragili, oltre che alla totale mancanza di buon senso.

Vorrei ricordare a questa amministrazione che solo nella città metropolitana di Roma l’indice di vecchiaia è pari a 176,1 anziani ogni 100 giovani. Gli anziani in questa città costituiscono una componente più che rilevante della popolazione del territorio da cui non si può assolutamente prescindere per la programmazione e l’adeguatezza degli interventi e dei servizi sociali e sociosanitari a favore di questa fascia di popolazione. Tuttavia, il fatto che i nostri anziani, la loro condizione, l’evolversi dei loro bisogni, non siano tra le priorità del Comune è ormai cosa nota. Lo abbiamo visto in occasione della programmazione del Piano sociale di Roma Capitale 2019 – 2020 in cui la Giunta Capitolina aveva inspiegabilmente omesso di inserire un’area dedicata agli anziani di questa città.

Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Servono scelte coraggiose.

Occorre valorizzare, integrare, potenziare il lavoro svolto dagli enti di prossimità, che nella gestione di questa emergenza sociale hanno svolto – e continuano a svolgere – un ruolo chiave. Il territorio ha assoluta necessità di risorse per garantire servizi fondamentali come le attività di supporto domiciliare ai disabili, agli anziani e ai non autosufficienti. Privare queste persone di servizi e strumenti fondamentali per la loro sopravvivenza significa letteralmente condannarli ad una condizione di perenne sofferenza e disagio sociale.

L’evento pandemico che ci ha investito ha messo in luce numerose criticità legate alla gestione dei servizi essenziali per i cittadini, ma può rappresentare anche una importante sfida strategica per i territori, per ripensare, rafforzare l’offerta assistenziale in un’ottica di lungo periodo.

Come sindacato dei pensionati siamo pronti a dare il nostro contributo affinché questa amministrazione possa compiere scelte virtuose che abbiano come proprio orizzonte di riferimento i cittadini e non il proprio tornaconto politico.


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